Edilizia: la ripresa c’è. A cinque anni dal terremoto qualcosa si muove.

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Edilizia: la ripresa c’è. A cinque anni dal terremoto qualcosa si muove.

L’inizio della ricostruzione fa da traino alla ripresa del comparto edile della provincia di Rieti. Lo rileva Confartigianato Imprese Rieti, sulla base dei dati più recenti della Cassa Edile.

Parlare di ricostruzione evoca i sentimenti più disparati, dalla speranza alla delusione, fino allo sconcerto per una burocrazia che delude le aspettative, per la politica delle passerelle, degli annunci e delle promesse mai mantenute.

A distanza di cinque anni tanti se ne sono andati, hanno trovato occupazioni e residenze diverse. Una comunità distrutta anche psicologicamente, messa ulteriormente a dura prova dall’urgenza pandemica.

Come Confartigianato Imprese Rieti abbiamo più volte denunciato ritardi, smascherato folli promesse e visionarie prospettive di rinascita. La nostra missione era e rimane quella della rinascita e del ripopolamento di territori e borghi, partendo dalla rigenerazione del tessuto economico-produttivo, aiutando le imprese a sopravvivere con concrete prospettive di sviluppo. Dopo tanto peregrinare, qualcosa di muove.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Rieti ha esaminato dati della Cassa Edile, dai quali risulta una crescita evidente nel numero delle imprese, dei lavoratori, delle ore lavorate e della massa salari. Confrontando il periodo ottobre 2019-marzo 2020 con lo stesso periodo 2020-2021, notiamo che il numero delle imprese iscritte è passato da 481 a 523 (+8,73%). Rilevante la crescita dei lavoratori occupati che passa da 1948 a 2290, con un incremento di 342 lavoratori (+17,55%). Interessante anche la massa salari, passata da 9.108.400 a 11.003.769 (+20,8%). Infine le ore lavorate, da 838.885 a 1.007.323 (+20%).

Vista la quantità di cantieri che sono stati aperti negli ultimi mesi, il trend non può che essere ulteriormente migliorato.

Confartigianato ha poi analizzato in particolare i dati relativi all’area del cratere. Fermo restando che già nei primi mesi del 2021 il ritmo delle procedure e dell’apertura dei cantieri, nonostante la pandemia, era più che triplicato rispetto all’anno precedente, nel periodo marzo-luglio 2021 sono stati aperti 485 cantieri, che hanno interessato, come prevedibile, prevalentemente Amatrice (145), Leonessa (106), Rieti (42) e Antrodoco (41).

Le imprese coinvolte sono 223, di cui 146 con sede legale e/o operativa nella provincia di Rieti. Al momento la temuta invasione di imprese provenienti da aree a rischio infiltrazione mafiosa non c’è stata. Le imprese strutturate non reatine, con un numero consistente di cantieri, provengono perlopiù dal territorio dell’Aquila.

L’Ufficio Studi di Confartigianato ha infine rilevato il numero dei cantieri aperti per ogni impresa. Anche in questo caso le imprese reatine sono preponderanti: le prime quattro imprese per numero di cantieri attivi (rispettivamente 33, 28,24 e 18 cantieri) sono imprese del territorio.

“I dati dimostrano finalmente che qualcosa si muove. Sicuramente la ricostruzione è un traino importante per un settore che storicamente riflette l’andamento generale delle attività produttive. Quando va bene l’edilizia, – afferma Maurizio Aluffi, Direttore di Confartigianato Imprese Rieti – va bene, in generale, anche tutto il resto. Esistono ovviamente margini di sviluppo ulteriore, per esempio migliorando la speditezza della ricostruzione, ma occorre rimuovere ancora i vincoli burocratici e vigilare che tutto avvenga nel pieno rispetto delle regole. Come Confartigianato – conclude Aluffi – faremo la nostra parte”.

“Il futuro delle comunità dell’area cratere – ribadisce il Presidente di Confartigianato Imprese Rieti, Franco Lodovici – non può prescindere da un’azione sinergica tra Comuni, Regione, Stato e rappresentanti economici e politici del territorio. Il livello di attenzione deve rimanere alto. Senza mai dimenticare – afferma il Presidente Lodovici – che occorre avere una visione chiara di quello che potranno essere questi luoghi per le nuove generazioni. L’obiettivo comune deve essere quello di una ricostruzione di qualità, improntata sulla sicurezza sismica e idrogeologica, sullo sviluppo sostenibile e sulla conservazione delle bellezze naturali e culturali che da sempre caratterizza questi luoghi”.

2021-09-02T10:06:02+02:002 Settembre 2021|

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